INTRECCITEATRALI E' NATO

"Se dovessi spiegare tutto questo con una sola frase, direi che si tratta soltanto di dare se stessi. bisogna darsi in modo totale, nella propria intimità più profonda, con fiducia, come si dà nell'atto d'amore" 
"Grotowsky"

mercoledì 22 aprile 2009

Esclusi dal silenzio
dello spazio che ci ingloba
è con il pensiero
che ricomprendiamo l'universo.
La notte che ci circonda
e c'inghiotte non ci fa più paura
quando ne ascoltiamo la voce
e il canto:
anche la notte è sorella.
Ciò che vedi dentro di te
lo rileggerai fuori nel mondo
come segno e come traccia.
L'infinito abbraccia l'anima,
l'anima avvolge l'infinito.

mercoledì 15 aprile 2009

venerdì 3 aprile 2009

E ANCORA...

...sì, perchè un uomo può apparire come un albero durante l'inverno, spoglio, povero, dai lineamenti duri, ma lo stesso uomo a primavera può diventare armonioso, ricco di frutti, fiori, foglie, colori se lo si vuole veramente "guardare"!

SENZA TITOLO

"...quando i personaggi son vivi, vivi veramente davanti al loro autore,questo non fa altro che seguirli nell'azione, nelle parole, nei gesti ch'essi appunto gli propongono; e bisogna ch'egli li voglia com'essi si vogliono; e guai se non fa così! Quando un personaggio è nato, acquista subito una tale indipendenza anche dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato in tant'altre situazioni in cui l'autore non pensò di metterlo, e acquistare anche, a volte, un significato che l'autore non si sognò mai di dargli!..."
E per questo GRAZIE Andrea...

E sento così vere, così dentro, così vere queste..."...Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi - veda - si crede "uno" ma non è vero: è "tanti", signore, "tanti" secondo tutte le possibilità d'essere che sono in noi: "uno" con questo, "uno" con quello, diversissimi!E con l'illusione, intanto, d'esser sempre "uno" con tutti, e sempre "quest'uno" che ci crediamo in ogni nostro atto. Non è vero, non è vero! Ce n'accorgiamo bene quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo come all'improvviso come agganciati e sospesi: ci accorgiamo, voglio dire, di non esser tutti in quell'atto, e che dunque un'atroce ingiustizia sarebbe giudicarci da quello solo, tenerci agganciati e sospesi, alla gogna, per un'intera esistenza, come se questa fosse assommata tutta in quell'atto!..."