devo dire che non ho una ben chiara visione dello spettacolo. tante sono le immagini che mi si stanno creando nella mia mente e purtroppo ognuna ha una particolarità che la rende interessante e la scelta è difficile.
così voi vi sentite confusi! il tempo stringe e non è parallelo alla tempistica dell'essere attore. ma come vuole questo lavoro prima o poi si deve andare in scena. troverò la strada e ve la porterò a conoscenza. spero in modo chiaro per tutti
1 commento:
"La natura si serve dello strumento della fantasia umana per proseguire la sua opera di creazione. E che nasce mercè di questa attività creatrice che ha sede nello spirio dell'uomo,è ordinato da natura a una vita di gran lunga superiore a quella di chi nasce dal grembo mortale d'una donna. Chi nasce personaggio,chi ha la ventura di nascere personaggio vivo.." LUIGI PIRANDELLO
Scrive Giacalone:"Con 'I sei personaggi' Pirandello chiarifica il rapporto fra il personaggio e la maschera,ra l'esperienza della vita sofferta e la realizzazione di quella stessa sofferenza nella rappresentazione degli attori(..)i sei personaggi non vivono sulla scena solo il loro dramma umano e passionale,bensì anche il dramma di non aver trovato un autore,che dia loro una consistenza reale. Essi aspirano a un atto di vita che li renda immortali,che li fissi in una forma consistente e definitiva..I verità essi aspirano anche ad essere attori di sè stessi.(..)l'autore narra contemporaneamente due drammi;uno di miseria e vergogna morale;l'atro della vita negata a quelle creature della fantasia"
La mia edizione di 'sei Personaggi in cerca d'autore',precisa.."ciò che 'ha forma' sarà sempre costretto a un continuo mutamento,fino alla distruzione della forma stessa,mentre ciò che 'è forma',è immutabile,eterno. E la persona ovviamente 'ha forma' e il pesonaggio'è forma'"
..quindi,tra i problemi del testo aggiungerei anche che questi sei personaggi si sentono in una sorta di limbo.'Sono forma' compiuta nella storia che vogliono far portare in scena dal capocomico;ma si percepiscono come esseri che 'hanno forma',nel momento in cui arrivano sulla scena, impersonano loro stessi e dialogano con personaggi totalmente estranei al loro dramma,ovvero quando si comportano come persone.
Capocomico,attori e macchinisti sono personaggi canonici,indiscutibilmente 'sono forma'.Mentre i famigerati sei,è come se fossero costruiti su tre livelli concentrici.Il più interno in cui 'sono forma',in quanto portatori di un dramma personale con il quale il pubblico si confronta(questa è la funzione che personaggi di ogni autore ed epoca hanno avuto e sempre avranno);un secondo nel quale 'hanno forma';e infine un ultimo, che incornicia questi due, in cui definitivamenente 'sono forma',in quanto immutabili ed eterni portatori del Dramma di essere personaggi che,in quanto rifiutati non possono compiere la propria ragione di esistere,la propria funzione vitale.
Mah,scusate le ripetizioni che hanno l'importantissima funzione di provare far capire, a voi e a me stessa,cosa sto cercando di dire..il MIO DRAMMA è che ragionare su questo testo teatrale non porta mai a un approdo sicuro,ogni porto toccato si rivela un'ulteriore tappa di un viaggio,di cui non si conoscono tempi e spazi.
Convinta di avervi confuso ancora di più,vi abbraccio forte..a lunedì!
Valentina
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