Ieri sera abbiamo iniziato un approccio di percorso. Come avrete potuto osservare, non si discosta molto dal tipo di lavoro che vi ho sempre fatto cercare. non partiamo dal testo, partiamo da noi, da una ricerca di un equilibrio, un'armonia, una complicità, tra
voi e voi
voi e il vostro corpo
voi e gli altri
voi e la loro voce
voi e le vostre parole,
voi e la ricerca continua e inarrestabile dell'essere attore.
Peccato non ho con me un libro di mamet, perché avrei voluto citarvi delle sue parole. lo farò nei prossimi giorni.
mi voglio però soffermare sull'ascolto. dovrete cercare di lavorare ascoltando.
ascolto il respiro, le tensioni, le parole.
dovete lavorare da contenitore senza fondo, assimilare tutto ciò che vi circond e riempiervi cotinuamente, senza ensare mai di averne assorbito a sufficienza.
Solo ascoltando e assimilandopotrete essere pronti con un equilibrio tale da far diventare il vostro spettacolo un momento da non dimenticare.
perché quello che racconta il teatro ti rimane dentro per sempre.
so che è faticoso, le vostre faccie un pò perse raccontavano il disagio;
siate come Fabio è riuscito a essere nell'ultima scena, generosi... attenti però a non esserlo troppo da diventare invadenti. all'inizio seminate tanto, raccoglierete grandi frutti
Andrea
mercoledì 5 novembre 2008
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1 commento:
In questa uggiosa notte milanese,ho voglia di scrivervi. Ieri è stata ,come al solito,una bellissima serata..è stata soltanto la seconda lezione,ma già aspetto con impazienza il lunedì. Voi e il ‘nostro’ teatro siete,per me,una necessità:sono felice di essere tornata. Rivedervi mi ha fatto riprovare la sensazione di non essere costretta a parlare o a spiegare per essere accettata,è la prima volta che trovandomi in un gruppo, io non mi senta soffocare o invadere..già mi commuovo nel pensare,che il nostro percorso insieme dovrà avere fine. Prima di vivere con voi tutto questo,io mi ero convinta di poter andare avanti senza attaccarmi a nulla,imbattendomi nel teatro mi sono trovata costretta ad affrontare il dolore e ho imparato a tollerarlo..incontrandovi,mi sono accorta che per vivere non è sufficiente ‘sfiorare’ le situazioni,le cose,le persone,ma bisogna andare in profondità senza aver paura di soffrire. Io vi ringrazio,per avermi fatto capire tanto senza averne ricevuto molto in cambio, e vorrei abbracciarvi per tutte le volte che mi avete tollerato anche se, sicuramente, avrete avuto (o AVETE) qualcosa da rimproverarmi. A lunedì!
Valentina
P.S. il lavoro di ieri sera mi è piaciuto molto,più mi trovo in difficoltà più mi sento viva
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