"Milioni di esseri umani nel mondo, ciascuno con la sua storia e il suo bagaglio di vita, si mettono in contatto ad ogni minuto del giorno.E'come se ognuno di loro tentasse di far fluire, incessantemente, energia da sè verso gli altri e viceversa; più questa energia, intesa come principio vitale, fluisce senza intoppi nell'organismo, meglio l'individuo sta, vive e pensa. La bioenergetica studia come aiutare l'energia vitale a pulsare al meglio nell'organismo attraverso la conoscenza della struttura caratteriale, l'analisi della persona e del corpo.
Un elemento scenico come la posizione del corpo nello spazio non va quindi assolutamente lasciato al caso.L'attore persona deve imparare a capire, in ogni situazione, quale porzione di spazio possa occupare e in che modo. Per riuscire a fare questo è importante che si addestri ad ascoltare i compagni e a comunicare con loro, anche senza parlare:deve saper interpretare le loro intenzioni in modo pressochè istantaneo, deve concentrare la sua attenzione su di loro liberandosi dall'ansia causata dalla parte imparata a memoria, dal pubblico e dall'andamento della sua prestazione. Solo così i suoi messaggi arriveranno chiari ai compagni.Bisogna sostanzialmente che egli elimini un atteggiamento egoista ed esibizionista, che nuoce alla rappresentazione globale".
giovedì 27 novembre 2008
mercoledì 26 novembre 2008
SCUSATEMI
Scusatemi!E' che oggi sono in crisi!Mi vergogno un pò mentre scrivo perchè metto a nudo le mie debolezze e da buon Ben questo mi pesa!Forse è la mia parte di Gus che spinge e urla!Non sono così forte come sembra, non lo sono mai stata questa è la verità anche se chi mi stà vicino dice il contrario!Sono una donna, una persona adulta e il mondo, per questo, mi chiede di essere come non sono, come non sento!Non mi è importato mai più di tanto ma adesso comincio a dubitare!Forse dovrei smettere di sognare, di pensare troppo a tutto, di credere di poter cambiare qualcosa e vivere con i piedi ben saldi a terra!Sono grande ormai!Non posso adempiere alla consegna data da Andrea perchè mi manca lo strumento corpo...mi succede questo:fuori dal teatro, nel quotidiano questo mio stato fisico non mi fa saltare di gioia ma riesco ad essere paziente, a dirmi che non è niente di grave che passerà e non mi preoccupo del tempo che ci vorrà!Sono serena!Quando sono in teatro tutto assume un valore diverso:stò male!Il non poter lavorare mi fa stare male e mi ritrovo a cacciare giù quel nodo che sento in gola, a cercare di spegnere quello che mi brucia dentro con una risata!Io sto benissimo con voi ed è davvero bello quello che mi dite e come mi fate sentire e anche per questo provo un senso di colpa perchè vorrei contraccambiare, vorrei donarmi come dicevo durante una lezione...non posso fare teatro come piace farlo a me, in modo totale, questo mi fa stare male!Non importa se fra due settimane sarà diverso, io provo rabbia e voglio "fare" adesso!Ho scritto tutto di getto e in parte piangendo... tutto questo è uno sfogo,irrazionale sfogo, prendetelo come tale...la sfida in questo momento è "lo pubblico o non lo pubblico?"...a cosa e a chi serve?Giù la maschera, lo pubblico
martedì 25 novembre 2008
LUNEDI 24 NOVEMBRE 2008
Il teatro è uno dei pochi baluardi rimasti in cui, ciò che si è vissuto e provato non può essere eliminato con un semplice "cancella".
cari ragazzi, vi scrivo questa sera con questa bellissima frase che ci ha lasciato Valentina nei suoi commenti.
nessuno potrà cancellare nulla della nostra esistenza della nostra ricerca del nostro essere.
non possiamo cancellare il teatro, possiamo solo nasconderlo e non andarlo a vedere perché ci direbbe quella verità che oramai siamo abituati a nascondere dietro a maschere perfette mancanti di essenza, quell'essenza che il teatro ci tiene viva ogni giorno.
il lavoro anche se faticoso e pieno di dubbi continua a regalare sorprese, come il viaggio al "buio" da voi intrapreso che ha raggiunto un equilibrio bellissimo, lo spazio era perfetto in tutte le sue misure. il corpo comunicava e si muoveva nell'infinito dando ad ogni respiro un motivo d'essere.
e' difficile mantenere l'ascolto, ma continuate così e vedrete che piano piano migliorerete, è questione di allenamento. non è solo un corso è un workshop spero si dica così. una palestra!
Forza elena, non ti preoccupare di quello che è successo gioca con noi, vedrai che troverai l'armonia e la bellezza del gioco del tuo teatro. noi siamo qui pronti ad accoglierti e coccolarti perché ti vogliamo tanto bene. fai il passettino, lo sai a cosa vai incontro e lo so TI PIACE! altrimenti non saresti tornata giusto???
Cinzia, rispondo al tuo dubbio, giustificato! si lavoriamo sul corpo, tutto parte sempre da li, il chiedervi di scrivere la storia, è solo la volontà di aiutarvi nell'avere chiaro in testa la voglia e l'esigenza che la vostra storia è importante. mi serve che voi la conosciate nei minimi dettagli! mi è sembrato non aveste chiaro in testa la storia e così vi siete persi facilmente. la storia parte dal corpo, dal corpo che ascolta, dal corpo che sente l'energia, dal corpo che c'è, è presente e vuole starci, dal corpo che segue la spirale insieme agli altri corpi. dal corpo che ascolta e vuole essere ascoltato, e per essere ascoltato deve avere qualcosa da raccontare. non dovete imparare a memoria la vostra storia dovete solo averla chiara e messa sul blog è un modo perché anch'io la possa conoscere e aiutarvi in questa fitta rete.
un abbraccio
DUBBIO
Ciao Andre!Dobbiamo pensare a una storia e scriverla;ma non si doveva partire dal movimento?Le parole non dovrebbero nascere dal movimento consapevole, dall'ascolto delle tensioni del corpo e non il contrario?Penso di non aver capito bene cosa dobbiamo fare!Sarà colpa delle medicine che mi annebbiano un pò la mente!
mercoledì 19 novembre 2008
LUNEDI' 16 NOVEMBRE
cosa devo dire. un bel lavoro di ricerca partito subito.
destabilizzante subito ma che spero dia buoni frutti.
nel teatro portiamo dentro la nostra vita e nella nostra vita portiamo dentro il teatro.
può spaventare e essere motivo di mille omande. ma è il fuoco sacro dell'essere umano
brucia quando soddisfi te stesso!
ma il caldo, scioglie e se scioglie svela i la ti di noi stessi, quelli che magari non vorremmo portare alla luce.
il teatro ci ha fato faticare, fare fare e poi fare e poi ripetere ancora per trovare l'onda da cavalcare.
ma non è facile giusto?!?!?!?!?!?
martedì 11 novembre 2008
LEZIONE DI LUNEDI' 10 NOVEMBRE
Eccomi qui tornato a lasciara le mie impressioni su queste pagine di blog!
ieri sera è stata una bella lezione, un bell'incontro. c'è stata la fatica di lavorare per arrivare a!
non una fatica prettamente fisica, ma una lotta per liberare il cervello e creare in armonia con il tutto.
si suda mentalmente, si suda a ripetere si suda a guardare, pensare parlare.
si suda per capire quello che è giusto, si suda per non trinciare l'aria inutilmente.
si suda per contenersi.
si suda perchè in un lavoro di dialoghi è più importante il silenzio prima della mia battuta, l'ascolto prima del mio respiro, l'emozione prima della voce.
si suda perché sono presente, ci sono, sono in tensione fino a quando non mi cambio fuori dal palcoscenico nei camerini!
si suda! ieri avete sudato insieme e questo è un bel passo in avanti.
non dico altro lascio che alcune voci parlino per me:
"se la luce si spegne, rimane accesa dentro di me"
"non so come descrivere la luce, è qualcosa che ti fa stare bene, che c'è, è lì, non hai bisogno di descriverla, è li"
"ecco ora mi appoggio qui e la senti, è un battere continuo"
"è una sensazione...ognuno ha la sua"
"adesso so cos'è quello che ho aspettato da tempo... so cosa sto aspettando"
"la luce fa bene e male nello stesso tempo con la stessa forza"
"non pensavo di fare fatica"
a
mercoledì 5 novembre 2008
SERATA DEL 4 NOVEMBRE 2008
Ieri sera abbiamo iniziato un approccio di percorso. Come avrete potuto osservare, non si discosta molto dal tipo di lavoro che vi ho sempre fatto cercare. non partiamo dal testo, partiamo da noi, da una ricerca di un equilibrio, un'armonia, una complicità, tra
voi e voi
voi e il vostro corpo
voi e gli altri
voi e la loro voce
voi e le vostre parole,
voi e la ricerca continua e inarrestabile dell'essere attore.
Peccato non ho con me un libro di mamet, perché avrei voluto citarvi delle sue parole. lo farò nei prossimi giorni.
mi voglio però soffermare sull'ascolto. dovrete cercare di lavorare ascoltando.
ascolto il respiro, le tensioni, le parole.
dovete lavorare da contenitore senza fondo, assimilare tutto ciò che vi circond e riempiervi cotinuamente, senza ensare mai di averne assorbito a sufficienza.
Solo ascoltando e assimilandopotrete essere pronti con un equilibrio tale da far diventare il vostro spettacolo un momento da non dimenticare.
perché quello che racconta il teatro ti rimane dentro per sempre.
so che è faticoso, le vostre faccie un pò perse raccontavano il disagio;
siate come Fabio è riuscito a essere nell'ultima scena, generosi... attenti però a non esserlo troppo da diventare invadenti. all'inizio seminate tanto, raccoglierete grandi frutti
Andrea
voi e voi
voi e il vostro corpo
voi e gli altri
voi e la loro voce
voi e le vostre parole,
voi e la ricerca continua e inarrestabile dell'essere attore.
Peccato non ho con me un libro di mamet, perché avrei voluto citarvi delle sue parole. lo farò nei prossimi giorni.
mi voglio però soffermare sull'ascolto. dovrete cercare di lavorare ascoltando.
ascolto il respiro, le tensioni, le parole.
dovete lavorare da contenitore senza fondo, assimilare tutto ciò che vi circond e riempiervi cotinuamente, senza ensare mai di averne assorbito a sufficienza.
Solo ascoltando e assimilandopotrete essere pronti con un equilibrio tale da far diventare il vostro spettacolo un momento da non dimenticare.
perché quello che racconta il teatro ti rimane dentro per sempre.
so che è faticoso, le vostre faccie un pò perse raccontavano il disagio;
siate come Fabio è riuscito a essere nell'ultima scena, generosi... attenti però a non esserlo troppo da diventare invadenti. all'inizio seminate tanto, raccoglierete grandi frutti
Andrea
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