INTRECCITEATRALI E' NATO

"Se dovessi spiegare tutto questo con una sola frase, direi che si tratta soltanto di dare se stessi. bisogna darsi in modo totale, nella propria intimità più profonda, con fiducia, come si dà nell'atto d'amore" 
"Grotowsky"

mercoledì 17 settembre 2008

3° INDIZIO

FARETE!!!!!
Perché noi Cinzia? tu ci hai già abbandonato???
no il teatro ce l'ho devono strapparmelo dalla pelle se vogliono togliermelo!!!!
3° INDIZIO 
LUOGHI NON CONVENZIONALI

2 commenti:

Valentina ha detto...

Salut! Eccomi qui..a quando la serata di ritrovo? spero presto perchè io lunedì inizio l'università e mi trasferirò a Milano..più o meno stabilmente..

“Lo vedi tu com’è..bisogna fare e disfare.
Continuamente e malamente e con amore,
battere e levare.
Stasera guardo questa strada e non lo so dove
mi tocca andare.
Lo vedi,siamo come cani.
Senza collare.”

Mi sono iscritta a lettere moderne,è stata una scelta faticosa,non mi sento pronta per l'università..(infatti,ho affrontato un esame di maturità senza essere pronta per farlo!)..quindi sono preparata, a mollare tutto,non appena dovessi accorgermi d'essermi sopravvalutata scegliendo di affrontare questo tipo di ambiente..

“Lo vedi tu com’è..è prendere e lasciare.
Inutilmente e crudelmente e per amore,
battere e levare.”

..ma per il momento inizio questa 'università',abitando a Milano..e vorrei tanto organizzarmi in modo da non lasciare il nostro corso di teatro..per un passo del genere non sono proprio pronta.

“Ma non lo vedi come passa il tempo?
Come ci fa cambiare? E noi che siamo come cani.
Senza padroni.”

Ho iniziato questo viaggio nel teatro in maniera del tutto scettica..mi ricordo d’essere arrivata alla lezione di prova con la certezza che, o mi avrebbero fatto capire che per il teatro non ero proprio portata,oppure che io,assalita dal panico, sarei scappata non appena mi fosse stato chiesto soltanto di pronunciare il mio nome! Invece sono rimasta, ad affrontare i miei fantasmi. In ogni caso, ero convinta che non sarei mai arrivata al primo spettacolo..ma,poi si è alzato il sipario e in quel momento ho capito che non è più possibile scendere da un palco quando ci si è saliti, anche una volta soltanto.
..e adesso ammetto che per me il teatro è diventato una "dipendenza"..in realtà, credo sia stato 'Amore a prima vista'..

"So che tu lo sai perfettamente,come ti devi comportare.
Abbiamo avuto tempo sufficiente per imparare.
E poi lo sai che non vuol dire niente dimenticare.(..)"

Certo,potrei iscrivermi a un corso di teatro a Milano..
come dice questa canzone,che ho usato per intervallare un pensiero e l'altro..so anch'io che arriva un momento in cui ci si deve separare..che,in teoria,a poco a poco bisogna staccarsi dalle cose,dai luoghi,dalle persone..ma farlo adesso con voi e con il nostro teatro,per me sarebbe uno strappo troppo doloroso..

"Lo vedi tu com’è..come si deve fare.
Precisamente e solamente,battere e levare.
Vedo cadere questa stella e non so più cosa desiderare.
Lo vedi,siamo come cani. Di fronte al mare. ”

..come mi ha insegnato il nostro 'sommo insegnante' Andrea, non bisogna aver fretta di andarsene dal palco..io spero di non essere costretta ad averla con voi e a dovervi lasciare..

..preferirei poter abbandonare i miei oggetti di scena solo quando mi sentirò pronta a lasciare che il sipario cali,con dolcezza..

Mi mancate..a presto!

Valentina


L'APPARTENENZA
L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
Uomini
uomini del mio passato
che avete la misura del dovere
e il senso collettivo dell'amore
io non pretendo di sembrarvi amico
mi piace immaginare
la forza di un culto così antico
e questa strada non sarebbe disperata
se in ogni uomo ci fosse un po' della mia vita
ma piano piano il mio destino
è andare sempre più verso me stesso
e non trovar nessuno.
L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.
L'appartenenza
è assai di più della salvezza personale
è la speranza di ogni uomo che sta male
e non gli basta esser civile
è quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa
che in sé travolge ogni egoismo personale
con un'aria più vitale che è davvero contagiosa.
Uomini
uomini del mio presente
non mi consola l'abitudine
a questa mia forzata solitudine
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto avere un luogo un posto più sincero,
dove un bel giorno
magari molto presto
io finalmente possa dire: questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di un sforzo collettivo per ritrovare il mondo.
L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.
L'appartenenza
è un'esigenza che si avverte a poco a poco
si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo
è quella forza che prepara al grande salto decisivo
che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti
in cui ti senti ancora vivo.
Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.
- GIORGIO GABER

cinzia ha detto...

Bellissima Vale quante cose vorrei dirti!Partono dal cuore e spingono per uscire ma non sono tanto brava con le parole, non riesco a tradurre su un foglio tutto ciò che sento così intensamente,non tutto!Spingono, spingono e il risultato è che spesso nascono lacrime, non parole!Lacrime serene intendiamoci!Penso che con un abbraccio e uno sguardo riuscirei a dirti tutto!Spero di poterlo fare presto!Buon proseguimento di viaggio bellissima Vale!