Non so cosa sono
Stai cercando la verità
Il problema è che non esiste una domanda;
o meglio la domanda esiste ma è grande.
La domanda è chi è l’uomo?
Non so se lo chiedi per salvare te stesso oppure perché senti il vuoto che ti circonda!
Sai, ti svelo un segreto, anche se lo conosci perché tu mi hai creato, ma a volte noi non vogliamo ascoltarci e allora rimaniamo nel silenzio assoluto dell’anima!
Il segreto è che se senti il vuoto che ti circonda è perché il vuoto è entrato in te.
E allora forse salvando vuoi salvare te stesso.
Ma non lo so, forse la salvezza non esiste, o forse non c’è la salvezza che noi vorremmo!
Ma allora, mio creatore, cos’è la salvezza!
Forse per te è stato creare me?
Hai creato l’uomo come lo vediamo oggi
Vuoto crudo secco razionale e meccanico… una macchina.
Mi hai creato bene se volevi fare tutto questo. Non penso, non provo nulla, non soffro.
Ma a te non basta vero? Vuoi di più mi hai descritto alla perfezione vuoi che gli altri mi vedano e si risecchino
Vuoi che in me rivedano se stessi.
Stai camminando in un campo minato
Ti ho descritto alla perfezione
Cammino per strada. Guardo, osservo scruto. A volte sarei capace di rimanere li fermo ad osservare meravigliato quell’incredibile mistero dell’uomo. Provare a fermarsi ed osservarlo è un’esperienza favolosa. E’ capace di darvi milioni di messaggi con una velocità incredibile. Lo guardo e capisco quanto la signora tecnologia sia indietro e non riesca mai a sostituirsi all’uomo. Il nostro cervello è un viaggio che mai nella nostra vita riusciremo ad esplorare totalmente. Li ho osservati leggere il giornale, allacciarvi le stringhe, far fare la cacca al cane. Ho sorriso mentre correvate con i vostri figli, amoreggiavate, vi ho visto correre, spiato baciare, ho origliato i vostri segreti. Mi sono fermato. Ho bloccato il tempo, il mondo, lo spazio. Sono entrato in una nuova dimensione. Il luogo dell’anima. Ho ascoltato il mio respiro e ho visto il mondo sotto un nuovo aspetto. Davanti ai miei occhi sono passati giovani amanti, spietati assassini, disperati consumatori di felicità finte e non li ho giudicati, anzi li ho compresi.
Uhhhhhhhhh, che mai ho osato dire!!!! Compresi.
Al solo utilizzo di questa parola, alcuni di voi saranno rimasti scandalizzati! Beh, ma comprendere, dice il vocabolario della lingua italiana significa:
“avere la sensibilità di percepire e valutare le motivazioni che provocano un certo contegno, una certa azione altrui così da aprir l’animo all’indulgenza”
ohhhhh, ma questo indica dover essere umano, ascoltare senza porre un pregiudizio.
Così nel mio star fermo entrò nel mio campo visivo un uomo. Era una mattina, il sole era appena sorto e sulle rive del lago si avvicinò un uomo coperto da un cappotto, un cappello di lana in testa; camminava lentamente. Lo sguardo verso l’orizzonte.
Si fermò al mio fianco. Si accese una sigaretta senza dire una parola. Nel suo sguardo trapelava un’emozione, chiara precisa, lil sorriso della passione. Passarono i minuti di silenzio necessari per consumare una sigaretta. Senza fretta e nemmeno troppa calma! La sigaretta non era importante. Era importante gustare il pensiero in quella bolla di fumo grigio che andava a confondersi alla nebbia del lago. Grigia compatta invalicabile ma molto fragile. Nella nebbia potevano esserci milioni di pensieri, se solo fossimo in grado di leggerli. Nella nebbia le spiegazione di milioni di azioni dell’uomo.
Finì la sigaretta, con un gesto deciso lanciò il mozzicone rimasto nel lago. Osservai il volo e pensai alle risposte, alle tante risposte. Non riuscii a staccare gli occhi da quel mozzicone che galleggiava sulle acque fredde del lago, forse a dirmi non me ne vado, non affondo, se riesci a salvarmi io salvero te, ti darò le risposte.
Mentre io osservavo, l’uomo si girò, e disse:
“sono sposato, ho due figli, sono felice, ma ho un’amante! Non lo so il perché. So che è successo, non l’avevo pensato ne programmato. Un giorno l’ho vista e ci siamo innamorati, o meglio abbiamo iniziato ad amarci. In silenzio, di nascosto. Non so se è giusto ne se è sbagliato. Chi può giudicare. So solo che ridiamo con un nuovo gusto, che ci illuminiamo ogni volta che i nostri occhi si incrociano. Non so nemmeno perché le dico ciò. Non mi giudichi, avevo solo bisogno di dirlo! Una voce nel silenzio di questa mattina. Mi iricordi così. Arrivederci.
Non ho detto nulla, non l’ho guardato. Ho continuato ad osservare il mozzicone di sigaretta. Ero fermo in una bolla di emozioni. Ciò che sono riuscito a pensare è che è difficile vivere prendendo decisioni. Chi siamo per poter giudicare, quando non conosciamo che una minima parte del nostro io.
Un io che può portarci a fare qualsiasi cosa. Tutto è nelle nostre capacità. E’ solo nascosto. E quando uscirà fuori saremo in grado di controllarlo? Così ho scritto storie di amanti, di anime, di assassini, di quello che l’uomo può andare a fare perché fa parte della sua natura. L’ho scritto per far pensare per farci mettere in prima linea guardando questa stranan realtà che ogni giorno ci regala cose che non concepiamo.
E la mia storia parte da un uomo e una donna, che si conoscono, si respirano, che si amano. Ma non possono o non devono.
L’amore non sono mai riuscito a definirlo. L’arte è amore, la vita è amore, tutto quello che ci circonda è amore, ma cos’è ancora non lo so.
E’ un’emozione… ma se così fosse sarebbe infiinita.
E l’emozione non puoi giudicarla. Siamo anima ricoperta di organi ossa e carne. Tutto passa, tutto ti sorpassa. Cadi ti rialzi, ti ferisci si rimargina, sbagli ti puoi correggere. Ma l’emozione non ci lascia andare. Ti prende e ti stringe nella sua morsa. Non possiamo evitarla. ci resta addosso e quando meno ce l’aspettiamo eccola pronta a saltar fuori. Ci lega alle persone e quando le ha portate dentro noi, qualsiasi cosa accade non possiamo evitarla del tutto.
Se ci feriscono, se ci fanno male, se ci fanno sognare, se ci fanno gridare, se ci fanno vivere
rimarranno sempre con noi e non le lasceremo più. Abbiamo bisogno delle emozioni e Dio sia ringraziato per questo.
E allora ecco che quest’uomo e questa donna si amano. Vivono un’emozione. Un’emozione che avevano anche con le loro famiglie. Ma una società di corsa, di successi, di obblighi , di bugie legali, di giochi assurdi ha offuscato.
Eppure… eppure basterebbe rallentare, creare spazi propri per riscoprirla e allora, forse non si ricercherebbe altrove l’emozione che hanno dentro casa. Ma loro lo hanno fatto ed io non li giudico. Lascio che l’emozione li travolga.
Che cosa strana l’emozione. Li ha travolti come un temporale estivo, li ha sollevati in cielo come piume spinte dal vento leggere e felici, poi li ha fatti cadere, li ha fatti soffrire, gli ha fatto provare il dolore un ematoma interno che è difficile da vedere ma si sente, c’è e fa male.
Passerà il tempo, scorreranno le nuvole in cielo, saranno molti i tramonti, e l’emozione non li lascerà. Si trasformerà nel sorriso amaro chiamato ricordo.
Lasciamo per una volta che la vita segua il corso del suo fiume. Il fiume non chiede permesso. Scorre, scava la terra, la sposta ogni giorno. Ma ogni giorno ritrova il suo equilibrio di sempre.
La natura lo riesce a fare quotidianamente e noi siamo parte della natura, parte integrante. Non siamo padroni della natura, insieme a lei camminiamo. E se lei ce la fa, anche noi, allora, possiamo farcela in silenzio, senza porre giudizi e senza giudicarci.
FEDE:
una volta un uomo abitava in una casa. Ogni giorno faceva le stesse cose!
Una sera rientrando a casa ricevette una telefonata.
Gli dissero che nel vialetto di casa, avevano messo delle mine antiuomo
La mattina seguente l’uomo si svegliò e prestando attenzione ad ogni minimo dettaglio nel terreno ed ad ogni minimo suo spostamento arrivò in fondo al vialetto sallvo.
Ogni giorno stava attento al percorso finché memorizzatolo, non torno a camminare con la sicurezza che lo identificava.
Ma tempo dopo una nuova telefonata lo avvisò che le mine erano state spostate.
Hai voluto farmi camminare in questo campo minato, ma al posto delle mine hai messo l’amore
Mi hai detto tu sarai Jerry, ben, gus, emma, Francesco rosaria; e andava bene, io sapevo cosa fare. Ma poi mi hai rovinato.
Mi hai messo un anima davanti al mio cammino.
Avevo imparato a conviverci, ma me l’hai tolta da me e me l’hai messa di fronte. Mi hai minato di sentimenti.
E fanno male.
Ma che vuoi io sono la tua opera
Io posso uccidere. Ora posso tirare fuori una rivoltella e sparare. O spararmi. Posso non controllare più me stesso.
Io non sono un assassino ma lo posso diventare.
“ciò che è psichicamente doloroso e che rompe l’equilibrio mentale è vivere superfiicialmente. Se ci impegnamo parzialmente in questo processo di analisi e di messa a nudo, cioè se conserviamo la nostra maschera menzognera, finiamo con l’assistere ad un conflitto tra la nostra maschera e noi stessi. Ma se questo processo di conoscenza di noi stessi viene portato a termine fino ai suoi estremi limiti, possiamo con piena consapevolezza rimettere la maschera tutti i giorni, sapendo esattamente e cosa serve e cosa nasconde”
noi possiamo essre tutto quello che vogliamo e questo è fantastico. Però abbiamo paura di scoprirlo e allora diventiamo pericolosi. Evocare, conoscere, smascherare ci può proteggere. Quando so cosa posso diventare posso controllarmi.
E allora tutto diventa difficile, tutto ci spaventa e se ci spaventa sopraggiunge il terrore. E’ meglio evitare di pensare… meglio nascondiamo il pensiero
Tanto a me non può capitare.
L’uomo invincibile.
Immortale impenetrabile inavvicinabile perfetto.
Fino a prova contraria.
Ed ecco la prova contraria della nostra immortalità della nostra integrità. Ci viene raccontata dai giornali, dalle televisioni
Persone comuni che un giorno si svegliano e commettono quello che mai avrebbero immaginato ne pensato.
Commettono un’emozione
Una emozione che è dentro di noi
Una emozione che il pudico ci chiede di non conoscere
Un’emozione che da fastidio, ma se è vero che siamo liberi anche questo vive in noi
Fa paura, paura
Basterebbe conoscersi, scoprirsi senza la paura di soffrire. Solo con la consapevolezza di ciò che siamo possiamo controllare e decidere
Solo quando l’anima parla al cervello, il cervello al cuore il cuore all’anima solo quando si unisce questo triangolo ci fermiamo a riflettere
Solo quando ci sentiamo fragili saremo gli uomini più forti al mondo
L’anima il corpo due persone che vivono in noi. Divisi ma uniti
E un giorno l’anima si ribellala si stacca esce fuori e vuole parlarci pretende di parlarci
Saremo pronti ad ascoltarla. Saremo in grado di aspettarla attenti?
L’anima ribalta tutte le tue certezze, tutti i tuoi punti fermi, quei paletti imposti per vivere in questo mondo
E poi solo silenzio un silenzio carico di una consapevolezza. L’anima c’è e rimane con noi
Io non posso vivere senza lei e lei senza me
Per quanto si auna lotto infinita, c’è e ci sarà sempre l’amore che ci lega, ci tiene uniti per sempre, a noi stessi e agli altri.
Amore?
Tutto ritorna, tutto rievoca. Ma ancora non mi è dato saperlo
E’ talmente grande, infinito che racchiuderlo sarebbe stupido
L’amore, un litigio, la scoperta di se stessi, apprezzare chi siamo, l’amore è un legame, un continuo donare, è essere aperti all’ignoto e vivere
• Perché
• Perché
• Perché così?
• Perché così… è quello che ti sto chiedendo da un po’ di tempo
• A me non serve cambiare
• Non ti sto cambiando, ti sto osservando. Osservo e scrivo. Scrivo ciò che osservo per ciò ti chiedo perché così
• Non lo so perché non voglio gus
• Chi è gus
• È quello che rompre che fa un sacco di domande inutili, che mi distrae dal mio lavoro.
• Io ho scritto solo di te, non di gus; ho scritto di una persona che non distingue più la sua carne dalla sua anima
• .nascondi gus nella mia anima o moriremo io gus e te
• c’è solo un modo per farlo! Un solo modo per evitare di aascoltarlo per lo meno per un po’ di tempo… perché tornerà, devi saperlo, tornerà o sì, si torna sempre! Un solo modo per furlo Ben! Ma devi essere pronto
• nascondi gus nella mia anima o moriremo entrambi e tu con noi
• c’è solo un modo ti senti pronto
• dimmi qual è
• devi ucciderlo, annientare quella parte di te. Ma devi sapere che non sarà per sempre e comunque anche se lo farai, in un certo senso morirai anche tu! Te la senti
• SILENZIO………………………………..farà male!?!?
• Fa sempre male SILENZIO…………
• SCENA ELENA E CINZIA
• E ora?!?!? Mi lasci sanguinare, non sai andare avanti? Rispondimi
• Ti riconosci?
• Ma chi? Dove? Sei quello che scrivi
• Sei quello che scrivo; ora Ben ti riconosci
• Io so benissimo chi sono e cosa sono qui a fare è questo ciò che serve
• Allora capirai che sono un fotografo
• Tu scrivi la mia vita
• Esatto
• Quando stavi bene
• Quando sapevo cosa fare
• Adesso sai cosa fare, devi vivere
• No adesso ho paura
• Devi aiutarmi a finire la storia
• No devo continuare il mio lavoro devo uccidere
• La tua anima ti morde
• Mi rovina per la tua assurda penna
• L’ho nascosto non c’è più hai scoperto la grande verita quando è dentro di noi, è una voce silenziosa che provoca più dolore
• Io non voglio l’anima io sono solo ben
• No tu sei un essere umano
• Fa male
• Non è colpa mia è la tua natura
• Non la voglio non mi interessa, ma sono qua e ti osservo! Mi osservo, se è vero che sono il frutto tu sei la pianta. Quindi non ti lascio e tu non puoi lasciare me. Voglio vedere dove vuoi arrivare, voglio vedere dove li vuoi portare. Non so se faccio bene, ma io sono qui e ti aiuterò
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1 commento:
Non ho ancora letto tutto il testo e so che quello che sto scrivendo non darà nè toglierà nulla allo stesso ma sento l'esigenza di dire che le parole "...non penso,non provo nulla,non soffro..." mi hanno riportata a quando all'inizio cercavo di immedesimarmi nel personaggio e provavo una sensazione di "vuoto" che faceva male;non penso, non provo nulla, non soffro, penso siano la verbalizzazione di quel "vuoto freddo" che sentivo.
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