INTRECCITEATRALI E' NATO

"Se dovessi spiegare tutto questo con una sola frase, direi che si tratta soltanto di dare se stessi. bisogna darsi in modo totale, nella propria intimità più profonda, con fiducia, come si dà nell'atto d'amore" 
"Grotowsky"

martedì 15 aprile 2008

" Quando azioniamo il pensiero, per volontà o casualità, indossiamo comunque una maschera. Nel teatro è diverso... il teatro non è fatto per pensare,ma per vivere : si è nudi,sempre e comunque. "
Non è semplice capire di essere vivi.Sono in molti a firmare questo contratto,ma a capire il reale motivo per il quale si compie questo gesto in pochi lo sanno..se non addirittura nessuno.è come scegliere di lavorare tutta la vita in fabbrica,in una macchina di montaggio.Noi siamo un pezzo di un prodotto finale enorme,ma che non vediamo.Siamo la minuscola parte di un'enormità poi, a brevi sospiri, ci nutriamo di niente. Non sono in una crisi esistenziale,accetto di vedere che fine siamo in grado di fare ..Se diventeremo pazzi come Gian Maria Volonté in " La classe operaia va in paradiso" , se dalla nostra follia saremo in grado di tirare fuori tutto il nostro amore come in " Shine" o se passeremo la nostra vita a sorridere di tutto questo,di tutto ciò che sto dicendo come Chaplin in "Tempi moderni". Adoro osservare,sentire,provare,la maschera mi protegge.. non badate solo al suo aspetto negativo..è facile incolpare qualcuno solo perché non si riesce a capire cosa davvero vuole comunicare,la maschera è in molti casi solo un pezzo di pelle che si attacca e si stacca a seconda delle nostre esigenze e di quelle altrui.



Fabio, spero troverai una soluzione alternativa per poter continuare il corso...è stata in ogni caso un'esperienza bellissima,ti ringrazio per quello che mi hai regalato..sei una persona splendida...fatti vivo presto,mi raccomando. Ti abbraccio

1 commento:

Valentina ha detto...

Condivido quasi tutto..però..come non tutti si accorgono di vivere così pochi sono consci di indossare una maschera..anzi più maschere. La maschera non è come un indumento che si può decidere di togliere o indossare a seconda del gusto del momento.Questa scelta, come ogni altro tipo di decisione implicherebbe l'utilizzo del pensiero ma è proprio la mente,con il suo ragionare,a creare la maschera,quindi ogni volta che PENSIAMO d'averla tolta,in realtà ce ne siamo costruiti sopra un'altra. Le maschere crescono con noi,poco a poco,si sommano e non ce ne accorgiamo..in più non ci ricordiamo,o forse non l'abbiamo mai saputo, cosa veramente ci sia sotto di esse.Come tu dici,la maschera è una protezione,una protezione dall'ignoto che ciascuno di noi è per sè medesimo. La saggezza francese insegna: "Je est un autre" ("Io è un altro").. e chissà, se si trovasse un modo per togliersi tutte le maschere, arrivando all'ultima si potrebbe scoprire che sotto non vi è niente..
Valentina