INTRECCITEATRALI E' NATO

"Se dovessi spiegare tutto questo con una sola frase, direi che si tratta soltanto di dare se stessi. bisogna darsi in modo totale, nella propria intimità più profonda, con fiducia, come si dà nell'atto d'amore" 
"Grotowsky"

sabato 12 aprile 2008

Devo dire che il Blog è un elemento che piano piano sto imparando a conoscere.
E' un modo per condividere i pensieri, e magari, qualcuno legge e inizia una sorta di comunicazione senza paura di essere interrotti e forse (per chi scrive) con il coraggio di poter liberamente dire quello che pensa, quello che crede.
in questo modo ritengo che possano nascere discussioni formative, dove il proprio pensiero è messo a confronto con quello degli altri.
ed è vero che leggendolo si dedica tutto se stessi a chi scrive. 
"quando leggi,  occhi sul foglio, non pensi ad altro: vuoi sapere come va a finire. non cambi discorso, non puoi, è il mio discorso. le parole scritte non fanno rumore, si leggono e si rileggono..." 
in questa settimana sono stato impegnato, non ho potuto aprire il blog. lo faccio ora e scrivo.
devo dire che non so nemmeno perché scrivo, forse per passare il tempo, o forse per sentirmi ancor più legao al teatro.
il teatro. a volte mi domando cosa faccio a fare questo lavoro. ma poi, poi la risposta non la trovo mai. dovrei capire perché vivo.
mi piace proprio il teatro e oggi sento l'esigenza di calcare più fortemente i palcoscenici.
Sono sempre molto critico è con paure che voi nemmeno immaginate, ma oggi piano piano sto maturando la consapevolezza di poter salire sul palco e comunicare.
l'altra sera guardando Paolini (mi inginocchio alla sua bravura) fremevo su quella poltrona, mi stava scomoda. 
ripensavo a quando feci io questo spettacolo... forse nella vita bisogna essere ancora più spericolati e tentare.
però li mi sono accorto che anch'io sto lavorando bene, e lo spettacolo che feci rivisto, riaggiustato, costruito al meglio, può avere la sua dignità e il consenso del pubblico.
ringrazio chi ha messo dentro me la paura di far male, mi tiene attento, però (e questo sarà il mio percorso futuro) ora mi rendo conto che sta prendendo troppo respiro e devo metterla sulla corsia di emergenza, non in quella di transito.
bisogna lavorare, lavorare, lavorare.
bisogna sudare, sudare sudare
bisogna raccogliere il sudore
bere il sudore perché è pieno della fatica della ricerca
A.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Bello quello che scrivi e altrettanto bella la passione per il tuo lavoro. Nn è facile confrontarsi con la paura di fare, vero è che quando fai bene godi il doppio. Con il teatro io m sono sempre e solo divertita nn ho mai badato a trasmettere emozioni o a far pensare... ora il teatro è diventato scuola di vita, strumento per vivere meglio. E' questo forse che m spaventa e m ha spavenato dopo lo spettacolo, che va oltre lo spettacolo in sè, il nn riuscire a trasmettere e comunicare nulla. E' stato tutto bello chi a trasmesso amore, chi insofferenza, chi è sembrato psicopatico (?!?!?!?!)... ma se nn trasmetto nulla allora nn sto lavorando bene! e mi dispiace perchè il teatro m sta donando molto, voi x primi!
Va bhè è domenica sera, domani s mette la maschera e si ricomincia la solita vita ma....... domani è anche lunedì e c vediamo e da quando c'è il corso il lune pesa meno!!!!!!!!!!!!!!!!!
Baci baci

cinzia ha detto...

Fede ma cosa devo fare??? Non è vero che non trasmetti niente...e comunque meglio non trasmettere niente che sentirsi dare della psicopatica (scherzo)!!!

cinzia ha detto...

Ciao A.!"...il teatro, a volte mi domando cosa faccio a fare questo lavoro, ma poi, poi la risposta non la trovo mai..."
Io credo non esista una risposta universale, valida per tutti; il teatro è un cammino che prevede "la presa consapevolezza del sè" che implica il mettersi sempre in discussione, l'essere critici innanzitutto nei propri confronti e il porsi tante domande...purtroppo le risposte a volte non arrivano subito o forse non abbiamo ancora gli strumenti per "sentirle" da subito, ad alcune, probabilmente, non risponderemo mai, non è così importante, più importante è "passare la fiaccola" e non permettere che si spenga...tu stai maturando la consapevolezza di poter salire sul palco e comunicare, io quella di "voler" salire sul palco e comunicare e contemporaneamente quella che mi mancano gli strumenti necessari per poetermi permettere di farlo e forse è troppo tardi...ma quello che "il teatro" mi sta "regalando" oggi è qualcosa di così grande,così prezioso da riempire con commozione e sincera serenità tutti i vuoti...

Mary ha detto...

Fede...mi spiace non essere in grado di spiegarti a parole quanto riesci a trasmettere... te lo faro' capire guardandoti negli occhi! Sai bene che "basta anche un solo sguardo!" ;o)

Anonimo ha detto...

'Ci predichi bene ma razzoli veramente da schifo! Sarà per quasto che t voglio così bene!
Credo che nn sia mai troppo tardi per riuscire a trasmettere o x formare gli strumenti necessari, il teatro c ha presi ora in questo momento della nostra vita, facendoci incontrare, vivere ed emozionare, e lo fai di un bene paura!B