INTRECCITEATRALI E' NATO

"Se dovessi spiegare tutto questo con una sola frase, direi che si tratta soltanto di dare se stessi. bisogna darsi in modo totale, nella propria intimità più profonda, con fiducia, come si dà nell'atto d'amore" 
"Grotowsky"

domenica 27 aprile 2008

CARA VALENTINA, PROVO A SPIEGARE

Cara valentina,
grazie sapevo avresti risposto. Sono felice della tua considerazione, farò sicuramente prendere un tè al bar.
Lei non è anoressica, o meglio diciamo che potrebbe ammalarsi, è allo stadio iniziale. Non parla più con nessuno, il padre le ha regalato questo fardello da portare avanti e lei proprio non riesce. Ascoltandoti leggendo e parlando con loro, credo che sia proprio questo fardello che a volte non conosci a portarti ad ammalarti.
L’incontro con lui vuole essere la forza che le mancava per reagire alla situazione, infatti alla fine lei si salva, parla del problema agli altri e al padre (questa parte finale non ho ancora scritto xò vedremo una scena finale con il padre la madre e lei che parlano insieme).
Lui invece no. Il fatto che dice di essere guarito, e che volevo far passare (in modo sbagliato evidentemente, ma su questo puoi aiutarmi a sciogliere il nodo) è il punto che(e nella scena finale lo scopriremo) lui dice di essere guarito perché sa che ormai morirà e non c’è nulla che si possa più fare. L’ultima energia l’ha usata per aiutare la ragazza, parlandole e regalandole l’unico oggetto che forse lo teneva in vita, o meglio gli dava una forza per lottare, IL CROCIFISSO.
Glielo regala come simbolo per lottare…dice “una voce da ascoltare nel silenzio”!
Si lui dice di essere malato, infatti nella prima scena del cortometraggio che non era scritta, lui tenta il suicidio ma non ce la fa!
Fammi sapere altre impressioni così continuo a lavorarci.

3 commenti:

Valentina ha detto...

Adesso ho capito un po' di più..però dovrai spiegarmi meglio il fatto che il ragazzo muoia,perchè le sue parole sono sempre molto cariche di forza vitale e sembra tutt'altro che un moribondo.Chi muore per questa malattia non ha la forza di lottare,mentre qui il ragazzo ne ha,e spesso nemmeno la consapevolezza di quello che sta avvenendo.Chi ne muore è arrivato a uno stadio tale da aver compromesso anche il cervello,non hanno la forza di alzarsi dal letto,di aprire gli occhi..non è realistico che un ragazzo che stia morendo per questa malattia possa fare tutto questo.Se volete far si che,comunque,il ragazzo muoia allora sarebbe meglio che egli sia affetto da un altro tipo di malattia che non posssa dargli scampo e che quindi mostrandosi così pieno di speranza e desideroso di vita,ridia il coraggio di riaprire gli occhi sul mondo a chi cercava di scomparire da tutto questo. Non so..pensaci,poi mi saprai dire!

cinzia ha detto...

Vediamo, ci riprovo, non so che fine ha fatto il commento precedente...concordo con Valentina!Dal dialogo tra i due ragazzi, Alban non dà proprio l'idea di un ragazzo che si è arreso al suo destino;l'anoressia, a differenza di altre, è una malattia da cui si può guarire e Alban ha tutto ciò che serve per iniziare a guarire ossia l'amore per la vita che "traspare" dalle sue parole, quell'amore che lo porta a salvare la ragazza in mare, a parlarle con tanta intensità,a preoccuparsi per i genitori a casa...inoltre, ma è solo una mia opinione, mi sembra troppo facile!Come può un breve dialogo con uno sconosciuto essere la "medicina miracolosa" che guarisce Laura? Forse dovresti "smorzare" i toni di Alban e prolungare i tempi in cui i due si frequentano e si conoscono, facendo in modo che ritrovino il "senso" del loro esistere dalla voglia di salvare l'uno la vita dell'altro...non so se sono riuscita a essere chiara...

cinzia ha detto...

Faccio una considerazione ma da "ignorante" in materia!Scusa ma il "cortometraggio" non è un mezzo un po'penalizzante e riduttivo rispetto al "peso" degli argomenti di cui tratti?