INTRECCITEATRALI E' NATO

"Se dovessi spiegare tutto questo con una sola frase, direi che si tratta soltanto di dare se stessi. bisogna darsi in modo totale, nella propria intimità più profonda, con fiducia, come si dà nell'atto d'amore" 
"Grotowsky"

martedì 29 aprile 2008

cinzia nn ho capito la seconda parte con Alban

lunedì 28 aprile 2008

DIALOGO TRA ALBAN E LAURA

questo punto mi ha fatto riflettere.
credo abbiate ragione, e lavorerò in questi giorni per offrire nuova luce e chiarezza al dialogo. spero Valentina abbia capito il senzo del mio messaggio, è dura a volte riportarlo in parole e poi addirittura in immagini. il film prima lo crei nella testa poi cerchi di riordinarlo su un foglio.
credo non farò finire Laura in mare, la farò entrare, ma non sarà Alban a salvarla. e' lei che si ferma, perché in fondo non ha il coraggio e smetterebbe di essere al centro dell'attenzione. stempererò Alban nel dialogo. 
la parte di imitazione però, credo di lasciarla, vorrei fosse un campanello di allarme per quelle persone che come ponzio pilato una volta usata la fatidica se ne lavano completamente la coscienza; e poi si fermano lì in quel non osare oltrepassare la porta ed aiutare realmente.
Alban, ha perso la sua partita, ma trova in Laura una forza che non hha trovato in lui, o forse nessuno che gliel'ha fatta notare. e' questo il motivo per cui cerca di far reagire Laura. e' anche vero che non interessa come va il mondo, ma oggi Alban non è più al mondo. 
boh continuiamo a chiacchierare
andrea

TANTI AUGURI A CINZIA

Cara cinzia,
prendo libertà nel blog per augurarti un felice compleanno.
spero tu continui a vivere come stai facendo fino ad oggi in un cammino continuo verso il miglioramento di noi stessi
auguri ancora andrea

AH CHE BELLO IL CONFRONTO

bene, ringrazio le vostre considerazioni.
Ok proverò a smorzare i toni di Alban. sul fatto di salvare Laura è un appiglio televisivo che mi serviva. lo trovavo interessante e curioso salvare la vita ad un altro quando sai che la tua è finita.
hai ragione Cinzia, l'argomento è molto ampio, ma quando parliamo di immagini, dobbiamo restringere sempre i tempi. comunque ho sbagliato a scrivere, non è proprio un corto quanto più un documentario. e come dicevo a Valentina, c'è tutta la parte antecedente che non ho ancora scritto a computer, anche se già esiste (ahime a volte 12 ore di sole non bastano per fare tutto). a breve lo riceverete e continueremo a rispondere anche se potete buttare suggerimenti su ciò che stiamo dicendo.
grazie andrea

PS: non lo so ma credo che la quantità di tempo non sia il giusto metro di misura. forse veramente con chi non conosciamo riusciamo a vedere il nostro problema, forse una parola di uno sconosciuto può fare più male ed essere più considerata rispetto al pregiudizio che abbiamo verso le persone che ci vogliono realmente bene. non so se mi sono spiegato, ma a volte ci coccoliamo sul fatto che i nostri cari  ci regalino molte attenzioni e allora facciamo di tutto per mantenerle alte, non capendo che così non facciamo altro che accrescere il nostro male.
non lo so magari farnetico. ditemi voi

domenica 27 aprile 2008

CARA VALENTINA, PROVO A SPIEGARE

Cara valentina,
grazie sapevo avresti risposto. Sono felice della tua considerazione, farò sicuramente prendere un tè al bar.
Lei non è anoressica, o meglio diciamo che potrebbe ammalarsi, è allo stadio iniziale. Non parla più con nessuno, il padre le ha regalato questo fardello da portare avanti e lei proprio non riesce. Ascoltandoti leggendo e parlando con loro, credo che sia proprio questo fardello che a volte non conosci a portarti ad ammalarti.
L’incontro con lui vuole essere la forza che le mancava per reagire alla situazione, infatti alla fine lei si salva, parla del problema agli altri e al padre (questa parte finale non ho ancora scritto xò vedremo una scena finale con il padre la madre e lei che parlano insieme).
Lui invece no. Il fatto che dice di essere guarito, e che volevo far passare (in modo sbagliato evidentemente, ma su questo puoi aiutarmi a sciogliere il nodo) è il punto che(e nella scena finale lo scopriremo) lui dice di essere guarito perché sa che ormai morirà e non c’è nulla che si possa più fare. L’ultima energia l’ha usata per aiutare la ragazza, parlandole e regalandole l’unico oggetto che forse lo teneva in vita, o meglio gli dava una forza per lottare, IL CROCIFISSO.
Glielo regala come simbolo per lottare…dice “una voce da ascoltare nel silenzio”!
Si lui dice di essere malato, infatti nella prima scena del cortometraggio che non era scritta, lui tenta il suicidio ma non ce la fa!
Fammi sapere altre impressioni così continuo a lavorarci.

sabato 26 aprile 2008

mi piacerebbe sapere che ne pensate di questa parte di cortometraggio che sto facendo con gli adolescenti

SCENA 19
ESTERNO SPIAGGIA GIORNO
Alban è in spiaggia da solo, sta guardando il mare, arriva un pulmino con tanti ragazzi. Scendono di corsa dal pulmino e iniziano a giocare in spiaggia.

Alban: Ho paura! Paura perché ho un problema! Qualcosa mi blocca. Mi mangia! Paura della realtà credo.
Soffri quando sai di essere sbagliato

ARRIVO

Che palle ma il silenzio non c’è più!


SCENA 20
ESTERNO SPIAGGIA GIORNO
Il gruppo dei ragazzi sta giocando lui riordina le sue cose, si alza e se ne va via.


SCENA 21
ESTERNO SPIAGGIA GIORNO
Mentre Alban va via si scontra camminando con Laura che sta camminando persa verso la riva del mare. I due si scontrano e c’è uno scambio di sguardi.


SCENA 22
ESTERNO SPIAGGIA GIORNO
Laura va a sedersi nel posto dove era seduto precedentemente Alban guarda l’orizzonte. I ragazzi continuano a giocare, c’è chi fa il bagno.
Scorrere del giorno fino all’imbrunire


SCENA 23
ESTERNO STRADA GIORNO
Lui sta camminando per strada, solitario, lo seguiamo andare via verso l’orizzonte

Alban: Ho fatto questa foto in aeroporto un’ora prima della partenza, prima che mio zio partisse, quando è arrivata l’ora del decollo ho sentito dentro di me una malinconia enorme! Non riuscivo a pensare che mio zio fosse partito per l’america! Non ho mai trovato una persona speciale come lui. Mi faceva sentire unico e grande. Se avevo problemi o ero nei giù di morale lui era sempre lì, prono ad ascoltarmi.
Rideva sempre, non era mai triste, era più bambino di me. Faceva più disastri e casini lui di tutta l’umanità. E’ fantastico. Non lo dimenticherò mai. Lo posso sentire quasi sempre su msn… ma averlo qui è tutt’altra cosa… mi manca…








SCENA 24
ESTERNO SPIAGGIA GIORNO
Lei sta scrutando l’orizzonte e ascoltiamo il suo pensiero.


Laura: Mi hai chiesto di non parlare… va bene.. no che non va bene, me lo devo far andare bene, ma mi sto ammalando e tu non lo capisci. E’ colpa tua stronzo

Perché pensavo che non potesse accadere a noi? Che stupida sono. Non voglio più avere rapporti con te


SCENA 25
ESTERNO SPIAGGIA SERA
Particolare sull’alta marea


SCENA 26
ESTERNO SPIAGGIA ALBA
Particolare della bassa marea


SCENA 27
INTERNO CASA SERA
Alban è a casa seduto a tavola, sentiamo la madre che parla e lo invita a mangiare. Le sue mani sono ai lati del piatto e non toccano la forchetta.
Viene inquadrato solo il piatto e le mani, poi la camera stringe sul piatto.

Mamma: tesoro, forza devi mangiare, io non so più che fare, to male anch’io lo capisci. Ti prego. Ti prego mangia


SCENA 28
INTERNO SALA DA PRANZO SERA
La scena parte dal piatto in primo piano per poi allargarsi. Siamo nella sala da pranzo con tutti i ragazzi. Si stanno divertendo. Laura è impassibile e il suo piatto è ancora li intatto. Non lo ha toccato


SCENA 29
INTERNO SALONE SERA
E’ una serata di festa, tutti si stanno divertendo, c’è chi fa cabaret, chi canta, chi balla. In mezzo a questo caos vediamo lei solitaria in un angolo che guarda fuori dalla finestra


SCENA 30
INTERNO CAMERATA NOTTE
Tutti stanno preparandosi per andare a dormire. Laura sale nel suo letto e ni rannicchia lateralmente.
Si spengono le luci







SCENA 30 31
INTERNO CAMERATA NOTTE
Nel silenzio della notte vedo un’ombra alzarsi, uscire dalla stanza e chiudere la porta. Laura è sull’uscio di casa seduta a terra si sta mettendo le scarpe. Si alza e va verso la spiaggia


SCENA 32 33 34
ESTERNO SPIAGGIA NOTTE
Ritrovo Alban seduto nello stesso punto del pomeriggio sdraiato che osserva le stelle. Arriva Laura, non lo vede, va dritta verso il mare entra in acqua e si butta. Lui osserva la scena poi quando vede lei che vestita si getta in acqua si alza e corre sulla spiaggia, si toglie i vestiti e si butta nel mare

Alban: E questa che ci fa in giro di notte
Ora che c’è silenzio! Speriamo solo sia da sola
Oh ma che fa
Cazzo
Ehi sei impazzita
Fermati
O merda
Aiuto! Aiuto! Aiuto!



SCENA 35
ESTERNO SPIAGGIA NOTTE
Alban e Laura sono seduti in riva al mare, davanti ad un falò. Non si guardano. Laura ha addosso un telo mare che la avvolge e osserva le fiamme del fuoco. Alban guarda il mare.

Alban: Cavolo hai un bel coraggio
Laura:(silenzio sguardo nel vuoto
Alban: E anche un buon motivo
Laura: SILENZIO
Alban: Beh, in fondo chi non farebbe un bagno di notte fonda vestito! Io una volta ho messo anche il cappotto, il cappello e gli occhiali da sole
Laura: SORRIDE
Alban: Tranquilla non voglio sapere nulla! Però oh, mi hai fatto prendere uno spavento
Laura: SILENZIO
Alban: Tremi hai freddo immagino, tieni
Sai amo venire qui la notte! Mi sento protetto
Il mondo sembra sia immobile e non ti chieda nulla
Ho paura del mondo! Mi sento oppresso
Mi sono ammalato, sono un anoressico
Laura: LO GUARDA
Alban: Anche i maschi si ammalano, è strano ma è così. Sai che è da molto tempo che non parlo con qualcuno. Forse lo faccio perché domani no ti vedrò più, o perché tu puoi risolvere ancora i tuoi problemi mentre io no.
O forse perché non conoscendomi non puoi preoccuparti di me
Sai non credo di farcela sono molto stanco
Sto cercando il silenzio della mia anima
Laura: Volevo morire (SILENZIO) volevo fare un dispetto a mio padre! Mi ha dato un peso insopportabile da tenere per me. L’ho visto con un’altra donna
Mi ha chiesto di non dirlo a mia madre, di tenere questo segreto. Di non rovinare la famiglia! Io… come se l’errore fosse mio. Non riesco a reagire, a decidere cosa è meglio, e sto male
Alban: Si sta sempre male quando si decide, poi il dolore passa, non ti accorgi più di cosa ti accade
E rischi di trovarti senza una via d’uscita
Laura: Ma io l’avevo trovata la via d’uscita! Perché mi hai fermata
Alban:Perché ti ho fermata!
Perché l’acqua era fredda
Alban e Laura: Ridono
Alban: Vieni ti faccio vedere perché ti ho fermata

SCENA 35BIS
ESTERNO SPIAGGIA ALBA
Laura e Alban, sono in un punto dove si domina il mare e stanno aspettando il sole che sorge.


Alban:Affronta il tuo problema nn lasciarti comandare
Laura:Ho paura, gli amici non capiscono, a loro non importa nulla. Sono sola. Mi chiedono solo se ho un problema
Alban:(IMITA) ehi ma hai un problema
Laura:(IMITA) ehi ma hai un problema
Alban:(IMITA) ehi ma hai un problema
Laura: (IMITA) ehi ma hai un problema
Alban e Laura:RIDONO INSIEME


SCENA 36
ESTERNO CASA MATTINO PRESTO
Gli animatori sono fuori con una tazza di caffè fumante, arrivano i ragazzi gridando i loro nomi e dicendo che non trovano Laura. Vanno a vedere in spiaggia

Giacomo: Tony, Beppe, Dani, dove siete, dove siete
Tony: siamo qua fuori, oh ma nemmeno cinque minuti di pace
Beppe: ma si sarà ancora qualche cagata tipo dentifricio nei vestiti
Daniela: dovremmo non farci trovare ogni tanto così se la sbrigano loro
Tony: dai facciamo uno scherzo andiamocene in spiaggia
Giacomo: (esce sull’uscio li vede correre) Cazzo Laura non c’è da nessuna parte, se ne è andata.
Elisa: Fermatevi non stiamo scherzando.
Francesca: Abbiamo paura ieri era strana
Tony: oh no, presto andiamo in spiaggia, non vorrei che …

SCENA 36bis
ESTERNO SPIAGGIA MATTINO PRESTO
I ragazzi arrivano di corsa in spiaggia di corsa la cercano, la chiamano. Anita si avvicina alla riva, vede la felpa bagnata chiama tutti.

Anita: Ragazzi, qui c’è la felpa
Giulia A: lo sapevo, lo sapevo! Perché? Perché lo hai fatto! Non era solo la tua guerra personale, anche noi volevamo lottare. Perché non te l’abbiamo chiesto! Perché
Tony:Giulia silenzio, non è detto che lo abbia fatto
Giulia B: Tony è inutile che ci giriamo intorno Laura si è buttata in mare
Elena: Giulia sta zitta


SCENA 37
INTERNO BAR GIORNO
Alban e Laura sono seduti al bar a bere un cappuccino e parlano

Alban: I tuoi amici ci sono, sono qui con te, li ho visti, ti vogliono bene
Siamo noi a volte che speriamo non ce ne vogliano
Non fare il mio errore, va da loro
Dagli una possibilità
E parla con i tuoi
Laura: Ma non ho la forza
Alban: (TIRA VIA LA COLLANA) ti do io la forza! A me non serve più, sono guarito! Non soffro, sono felice! A te può dare il sostegno che ha dato a me! Portala sempre con te! Parlaci quando non hai nessuno con cui parlare! Ascoltalo nel silenzio e pensami! Ti darà la forza e a me un viso da ricordare
Laura: Ma tu… non posso non
Alban: Puoi in ricordo di un bagno a mezzanotte, grazie
Laura: grazie
Alban: Ora vado mi aspettano i miei genitori
Magari si preoccupano










SCENA 38
ESTERNO SPIAGGIA GIORNO
Tutti i ragazzi sono seduti a riva e guardano il mare. Ognuno guarda dritto si sentono solo le loro voci

Elisa:io mi sento impotente. Non so che fare. Non so che pensare
Elena: io mi ricordo una volta con Laura e Anita. Eravamo a casa mia, era notte fonda, ci siamo messe a guardare “il segreto di sleepe Hollow”
Anita: si mi ricordo, ad un certo punto ci siamo messe ad urlare dalla paura e tuo padre si è svegliato
Elena: quante ce ne ha dette! E Laura per farsi perdonare ha preparato una camomilla a tutti.
Francesca: io invece prima di partire ho riordinato la stanza se no col cavolo che mi mandavao. Beh ho trovato i bigliettini che ci scrivevamo. Quante ne abbiamo sparate!
Giulia:poi è arrivato sto brutto periodo che ha rovinato tutto. Ma non so nemmeno cosa è successo
Giulia: nemmeno io non le ho mai chiesto nulla che stupida sono. Ma la vedevo così forte,
Giacomo: a volte abbiamo dei problemi di cui ci vergognamo. Pensiamo che ci prendano in giro che ci sminuiscano. Dovremmo imparare a stare più uniti, a sapere che possiamo contare sempre sugli altri.
Stefano: si jack hai ragione, però che potevamo fare se non parlava. Io le stavo vicino, pensavo bastasse dirle che se avesse avuto bisogno io c’ero. Fa male aspettare, ma altro non sapevo che fare
Daniele: noi ieri ci siamo divertiti, abbiamo pensato solo a noi stessi. Che egoisti siamo stati. Dovevamo essere più forti. Ma di fare che!
Giulia: dobbiamo essere uno il sostegno dell’altro. Questo mondo è un leone alla ricerca della sua preda. Se rimaniamo uniti, potremmo lottare e vincere. D’altronde che ci rimane. Solo l’amicizia.


SCENA 38
ESTERNO SPIAGGIA GIORNO
Laura arriva in spiaggia, li chiama, loro si girano e corrono a salutarla, la abbracciano, cadono nella sabbia. Giocano a palla. Si divertono insieme e anche lei si diverte con loro

Laura: Ragazzi, arrivo anch’io
Tutti: si girano e corrono
VFC ALBAN: chiunque può giudicarti, ma pochi di quelli che lo fanno, possono farlo sul serio. un vero giudizio si può avere solo da chi conosce ogni più intima parte di te, e a volte neanche tu arrivi a conoscerti a tal punto. non lasciare che parole dette a caso rovinino ciò che sei. solo tu puoi sapere chi sei e cosa vuoi. non abbatterti e se pensi di essere sola ripensa ad ogni volta che una persona ti ha fatto un sorriso. ogni volta che qualcuno ti fa un sorriso significa che ti apprezza.Buona avventura.

venerdì 25 aprile 2008

"Alza la fronte. Non farti imbrogliare da chi vorrebbe comprare il tuo consenso con denaro o adulazioni, non ti far bastare ciò che son disposti a darti.Il tempo ti dirà che le idee sono tanto più preziose quanto più sono diverse.
Alza la fronte e non porre limiti alla tua ambizione: i limiti sono fatti per essere superati attraverso passione e capacità. Non è vero che nella vita bisogna accettarsi, piuttosto è fondamentale sapere che ti puoi migliorare, qualsiasi sia la stagione che stai attraversando.
Sforzati di trovare il coraggio per dare spazio alla tua creatività, confida nel tuo talento cercandolo ogni giorno e ogni notte dentro di te.
Raschia il barile delle tue capacità, scopri ogni cunicolo della tua anima ma non donarla mai tutta, riservane sempre una briciola per ogni tua prossima passione.
L'esistenza non è una corsa di cento metri, ma una straordinaria maratona e per arrivare alla fine occorre merito, non furbizia;voglia di essere disponibili a meravigliarsi, non infruttuose ricette alchemiche.
Non dare retta a chi ti indica le scorciatoie, prova a osare strade difficili, evita tutto ciò che è comodo e diffida di chi te lo propone.Fà crescere dentro di te rabbia e sete per l'inquietudine.
Non buttarti via, impara a dannarti senza perderti.
Alza la fronte e tieni dritta la schiena.
Ama la tua libertà e difendila da tutto e da tutti;adora la tua autonomia: le dipendenze non fanno crescere, aiutano solo a smarrire il senso del viaggio.
Non farti atterrire dall'urto delle tue emozioni, contamina con l'eco di quel rombo magnifico chi, accanto a te, ha abbassato lo sguardo.
Impara che hai diritto a pensare che nella vita si possa e si debba tentare e sbagliare, e che nessuno ti deve poter giudicare per gli errori che commetterai, ma semmai per le omissioni che ammetterai a te stesso.
La riga la si tira alla fine e, quando ti verrà di guardare alla vita come a una straordinaria vallata percorsa, avrai finalmente capito che la sera cui sei giunto conosce segreti che il lontano mattino nemmeno poteva immaginare; ma dovrai anche sapere che ciò che di buono è stato l'hai costruito tu, così come anche ciò che le tue forze non sono state capaci di compiere".

IL BUIO NELL'ANIMA

ho appena finito di vedere un film consigliatomi da Cinzia, visto precedentemente a spizzichi e bocconi ed oggi invece visto con l'attenzione che merita.
una bravissima Jodie Foster, un eccezionale detective.
BEN e GUS 
vi do un cosiglio, volete lavorare ancora sul vostro personaggio? guardatevi attentamente questo film, vi può aiutare molto. 
un film è povero di copione ma pieno di emozioni date da sguardi pensieri atmosfere e musiche.
guardatelo, credo vi possa aiutare nella vostra crescita professionale.
ed il finale Christian e Federica, guardatelo. può darvi spunti.
grazie Cinzia bel film

"Al mio paese i bambini venivano armati ed obbligati ad uccidere i genitori per farci vedere che chiunque può superare quella linea, diventare un assassino. ogni morte lascia un vuoto che va colmato"

mercoledì 23 aprile 2008

Basta questo.












" Odio dover sempre lottare,sempre. è come se vivessi scomparendo, come stare in un deserto..stanco,assetato,affamato.Ho sentito dire che in una situazione del genere si possono avere dei miraggi,magari un ruscello..lo raggiungi e scopri che in realtà era solo un'allucinazione e non hai raggiunto niente, solo hai fatto qualche passo in più verso la vecchiaia.
Odio dover fare i conti con me stesso. Sarebbe più semplice scomparire,lasciare che tutto accada senza che niente e nessuno ti osservi,ti giudichi,si prenda gioco di te.
Non fidarti di nessuno,vivi con te stesso e per te stesso,raccogli ciò che gli altri perdono , mettilo in tasca e usalo quando ne hai necessità.
Facile dirlo,ancora di più pensarlo,ma all'atto pratico , come è da secoli , è sempre difficile,spesso impossibile.
Facile stare male,meglio stare male.Quando stai male niente può peggiorare la situazione,stai male e qusto è il massimo. Abituarsi al dolore non è da folli,da pazzi,da matti,da come volete chiamarli.Abituarsi al dolore e alla solitudine è vivere. "

Giornata triste.

23 Aprile , 22.02
Christian.
mamma che stanchezza!!!
ho gli occhi che si chiudono minuto per minuto
dovrò recarmi in farmacia per un pò di sano polase.
EVVIVA, mi hanno confermato ufficialmente la mia presenza con CIAO, TU a due festival di teatro importantissimi.
Sono contento, ora lavoriamo bene per fare una bella figura e convincere sul nostro lavoro!

martedì 22 aprile 2008

Jules et Jim


E brava la Mary che ieri si è andata a divertire! Ma quale influenza!

lunedì 21 aprile 2008

Mi dispiace, forse sarei dovuto rimanere, però me ne sono andato.
Fede non prenderla a male o qualcosa che ho contro di te.
no, credo che ora dobbiate crescere come gruppo. nel mio disegno tutti avete un ruolo, unico e particolare. Tutti valete in egual misura! nessuno ha delle preferenze o altro.
Il tuo pezzo non lo può fare nessun'altro. 
Se così fosse stai dicendo a Christian che ha lavorato per niente con te, stai dicendo a te e a lui che le fatiche fatte fino ad ora non sono servite a nulla e non credo sia né vero né sia giusto.
nessun altro ha il fealing che avete instaurato tu e lui, come nessun altro può entrare nel lavoro degli altri.
E comunque sia un disegno ha bisogno di tutti i colori per essere completo.
immagiante un sole a metà... non è il sole. Cinzia ed Elena non sarebbero nulla se non ci fosse Valentina, Mary, Federica, Fabio Christian, Alessia, Barbara e Roberto e viceversa.
mi spiace di questa situazione, scusate se vi ho letteralmente piantato, ma è stato meglio così.
andrea

domenica 20 aprile 2008

Parlare con un amico, quattro note di un pianoforte, un digestivo il silenzio di una stanza.
che serata! bella intensa confidatrice (se si dice così)
il mondo mi sta lanciando il messaggio che devo pingere sull'accelleratore della mia idea di spettacoli.
abbiamo bisogno di una grande verità che ci sollevi da questa situazione disumana in cui molte volte ci troviamo a vivere senza spiragli di salvezza.
non è questione di livelli sociali, è questione di vita, quella vera quella che prima o poi bussa alla porta di casa e ti fa rimanere impietrito e incapace di andare avanti di un solo passo.
nasco la dove muoio. E' come quando l'uomo brucia la terra, credendo di aver vinto, ma poi la terra lentamente si risolleva e diventa ancora più bella di prima, forte del suo annullamento e della fatica di rispuntare.
cohelio scrisse:
"Il guerriero della luce non è colui che vince una battaglia, ma colui che quando cade in battaglia trova la forza di rialzarsi e combattere ancora"


venerdì 18 aprile 2008

E' sera, fuori piove e rientro nel mio amato blog senza saper che scrivere e senza un pensiero.
sono molto stanco e provato, credo di camminare per inerzia. gli occhi si chiudono, ma la testa non trova riposo. in questo lavoro sei a cavallo del drago della storia infinita perché sei su una storia infinita, ogni giorno trovi stimoli che ti fanno costruire qualcosa di nuovo. ogni giorno li raccogli, li cavalchi. E' interessante e faticoso.
un lavoro nemmeno intellettuale, ma psichico... credo sia il termine giusto, ma non ne sono convinto. oggi ho dato la possibilità a Intecci di continuare, credo a questo progetto e spero di non sbagliarmi altrimenti...
ho nella testa tanti spettacoli, tanti personaggi con la voglia di uscire e presentarsi, ma nello stesso tempo è difficile farli venire alla luce dargli vita, dargli voce. voglio gridare sul palco il mio messaggio, voglio essere chi ti fa ricordare una guerra, chi sta perdendo la vita dietro le sbarre e la ama più che mai, chi viene annientato da pillole false di felicità, voglio parlare di pedofilia, voglio FARE TEATRO per far vivere meglio. sogno utopico, carente di pubblico ma non posso nascondere la mia linea e non dar ragione ai miei maestri, a chi scrisse saggi per un teatro "povero" di scena ma ricco di verità.
sono veramente stanco vado a dormire... e domani è un nuovo giorno
andrea

martedì 15 aprile 2008

ANIME SALVE
Mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia e che bello il mio tempo che bella compagnia
sono giorni di finestre adornate
canti di stagione
anime salve in terra e in mare
sono state giornate furibonde senza atti d'amore
senza calma di vento solo passaggi e passaggi passaggi di tempo
ore infinite come costellazioni e onde
spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e no basta ancora cose svanite facce e poi il futuro
i futuri incontri di belle amanti scellerate
saranno scontri saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni
mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia e che grande il mio tempo
che bella compagnia
mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine in volo per il mondo
mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande questo tempo che solitudine che bella compagnia .

( Fabrizio De André )
" Quando azioniamo il pensiero, per volontà o casualità, indossiamo comunque una maschera. Nel teatro è diverso... il teatro non è fatto per pensare,ma per vivere : si è nudi,sempre e comunque. "
Non è semplice capire di essere vivi.Sono in molti a firmare questo contratto,ma a capire il reale motivo per il quale si compie questo gesto in pochi lo sanno..se non addirittura nessuno.è come scegliere di lavorare tutta la vita in fabbrica,in una macchina di montaggio.Noi siamo un pezzo di un prodotto finale enorme,ma che non vediamo.Siamo la minuscola parte di un'enormità poi, a brevi sospiri, ci nutriamo di niente. Non sono in una crisi esistenziale,accetto di vedere che fine siamo in grado di fare ..Se diventeremo pazzi come Gian Maria Volonté in " La classe operaia va in paradiso" , se dalla nostra follia saremo in grado di tirare fuori tutto il nostro amore come in " Shine" o se passeremo la nostra vita a sorridere di tutto questo,di tutto ciò che sto dicendo come Chaplin in "Tempi moderni". Adoro osservare,sentire,provare,la maschera mi protegge.. non badate solo al suo aspetto negativo..è facile incolpare qualcuno solo perché non si riesce a capire cosa davvero vuole comunicare,la maschera è in molti casi solo un pezzo di pelle che si attacca e si stacca a seconda delle nostre esigenze e di quelle altrui.



Fabio, spero troverai una soluzione alternativa per poter continuare il corso...è stata in ogni caso un'esperienza bellissima,ti ringrazio per quello che mi hai regalato..sei una persona splendida...fatti vivo presto,mi raccomando. Ti abbraccio

lunedì 14 aprile 2008

un ombra, un racconto, una storia


PENSIERI NOTTURNI

ma se apro la finestra e osservo il mondo cosa vedo?
se entro in questo mondo cosa vivo?
scopro la necessità di comunicare e ascoltare.
scopro che mai come oggi il teatro inizia a diventare una voce importante per rimanere a galla.
troppi sono i pacchetti confezionati che ci vengono offerti.
tanti da confonderci e non farci comprendere la realtà della vita e le responsabilità che abbiamo sulla nostra di vita.
tanti pacchetti che ci danno un motivo di giustificata superficialità.
aborto cocaina, alcool, sfide al limite, sono elementi di ordinaria follia... ma ordinaria! e' questo che spaventa non la follia ma l'ordinaria... follia
e tra ttto ciò manca il senso della vita. quell'emozione che fa paura e risveglia il nostro amato teatro.
potrebbe essere uno slogan:
SALI SUL PALCOSCENICO DELLA TUA VITA ATTRAVERSO UNO SPETTACOLO CHE NON E' PIU' UN GIOCO MA UNA REALTA' DI FATTI
Andrea
Vale in alto a destra sulla parte blu c'è scritto entra clicca li inserisci mail e password e entri 
bacio

Vale in alto a destra sulla parte blu c'è scritto entra clicca li inserisci mail e password e entri 
bacio

PER ENTRARE A SCRIVERE

Ciao ragazzi,
ho capito bene come dovete fare per scrivere i vostri pensieri nel blog:
in alto a destra dello schermo c'è scritto "entra"
cliccate li, mettete mail e password ed entraste, da li potete inserire nuovi post, nuove foto, fare quello che volete
andrea

sabato 12 aprile 2008







Sto scrivendo dei cortometraggi, 
un lavoro con gli adolescenti. bello intrigante, professionalmente gratificante. avrò bisogno comparse tenetevi pronti
A.

PS: naturalmente i copioni li pubblicherò e li potrete leggere

Devo dire che il Blog è un elemento che piano piano sto imparando a conoscere.
E' un modo per condividere i pensieri, e magari, qualcuno legge e inizia una sorta di comunicazione senza paura di essere interrotti e forse (per chi scrive) con il coraggio di poter liberamente dire quello che pensa, quello che crede.
in questo modo ritengo che possano nascere discussioni formative, dove il proprio pensiero è messo a confronto con quello degli altri.
ed è vero che leggendolo si dedica tutto se stessi a chi scrive. 
"quando leggi,  occhi sul foglio, non pensi ad altro: vuoi sapere come va a finire. non cambi discorso, non puoi, è il mio discorso. le parole scritte non fanno rumore, si leggono e si rileggono..." 
in questa settimana sono stato impegnato, non ho potuto aprire il blog. lo faccio ora e scrivo.
devo dire che non so nemmeno perché scrivo, forse per passare il tempo, o forse per sentirmi ancor più legao al teatro.
il teatro. a volte mi domando cosa faccio a fare questo lavoro. ma poi, poi la risposta non la trovo mai. dovrei capire perché vivo.
mi piace proprio il teatro e oggi sento l'esigenza di calcare più fortemente i palcoscenici.
Sono sempre molto critico è con paure che voi nemmeno immaginate, ma oggi piano piano sto maturando la consapevolezza di poter salire sul palco e comunicare.
l'altra sera guardando Paolini (mi inginocchio alla sua bravura) fremevo su quella poltrona, mi stava scomoda. 
ripensavo a quando feci io questo spettacolo... forse nella vita bisogna essere ancora più spericolati e tentare.
però li mi sono accorto che anch'io sto lavorando bene, e lo spettacolo che feci rivisto, riaggiustato, costruito al meglio, può avere la sua dignità e il consenso del pubblico.
ringrazio chi ha messo dentro me la paura di far male, mi tiene attento, però (e questo sarà il mio percorso futuro) ora mi rendo conto che sta prendendo troppo respiro e devo metterla sulla corsia di emergenza, non in quella di transito.
bisogna lavorare, lavorare, lavorare.
bisogna sudare, sudare sudare
bisogna raccogliere il sudore
bere il sudore perché è pieno della fatica della ricerca
A.

mercoledì 9 aprile 2008

lunedì 7 aprile 2008

"Quando le discoteche saranno abbandonate e le accademie deserte, si sentirà di nuovo il silenzio del teatro, e la ragione della sua parola."
h.Muller

PENSIERI

Mi si chiede una  considerazione sullo spettacolo.
ora ve la do. Ieri mi sono preso una pausa mentale, scusatemi se non vi ho risposto, non era il non saper cosa rispondere, solo ero abbastanza sfasato.
Si, lo spettacolo mi è piaciuto! avete fatto un bel lavoro! e il responso è stato quello che mi aspettavo.
era bello sentire la gente entrare, vedere le loro facce tutte a chiedersi cosa stesse accadendo! perché non potevano andare sugli spalti! ma è uno spettacolo oppure un'altra cosa!
era bello vederli intorno a voi così vicini da poter leggere dai vostri occhi e vedere attraverso il vostro cuore. 
anche quando sono usciti li ho osservati, ho parlato con alcuni di loro, ed è stato bello ascoltarli.
una signora mi ha detto "VADO A CASA A PENSARE"!
Marino Zerbin il mio primo maestro, colui che mi parlò del  fuoco sacro per il teatro, mi ha detto "HO AVUTO UN BEL FIUTO, AVEVO RAGIONE SU DI TE" e la cosa mi ha fato piacere, molto piacere.
mi ha detto anche di voi, di quello che avete fatto e detto. E' stata la prova del nove per il lavoro che stiamo portando avanti. Mi ha detto che avete regalato molte emozioni che comunicavate con il vostro corpo. poi mi ha tirato le orecchie sulla voce!
e se avete visto un pensiero sul mio volto era un pensiero sul lavoro da fare per aiutarvi a "portare la Voce". non è una questione di microfoni. E' un lavoro più lungo su noi stessi così come abbiamo fatto col corpo ora faremo con la voce.
A parte questo le mie considerazioni sono queste:
c'è stato un ottimo lavoro di sguardi, di complicità di corpi.
c'è stata molta concentrazione, molta energia dall'inizio alla fine.
c'eravate, col corpo e con l'anima. 
dobbiamo aggiustare delle cose, ma questo credo lo sappiate anche voi; 

la voce per l'appunto, rischiamo di non far capire bene alcuni punti e far perdere il filo logico;

il testo! credo che a giugno dovrete arrivare a portarlo a termine tutto, facendo capire che siete più personaggi che interpretano le varie parti.

a voi i miei complimenti per il lavoro svolto fino ad ora!
da qui partiamo, abbiamo capacità per crescere ancora e mostrare le vostre qualità.

ora a voi le pagine del blog per incorniciare il vostro pensiero
Andrea


mercoledì 2 aprile 2008

LA MASCHERA


HO UNA NUOVA MASCHERA!
LA  NUOVA MASCHERA CHE HO INDOSSATO E' TUTTA BUCHERELLATA
ENTRA TANTA LUCE.
ORA HO PIU' PUNTI DI VISTA, POSSO SCEGLIERE COSA GUARDARE E CHI SONO.
POSSO USCIRE ED ENTRARE DALLA MASCHERA
POSSO USARLA O NON USARLA
NON SONO PIU' UNA MASCHERA NEUTRA MA VIVA E COLMA DI POSSIBILITA'

VALENTINA BUON VIAGGIO

"Ciao a tutti, io parto.
vi donerete al pubblico, come sempre regalerete emozioni; ciascuno di voi lo farà in maniera diversa perché nessuno di noi è uguale all'altro e le nostre diversità sono la forza dell'unione del nostro gruppo.
vi voglio bene."
Valentina

CANOVACCIO

Cammino per strada. Guardo, osservo scruto. A volte sarei capace di rimanere li fermo ad osservare meravigliato quell’incredibile mistero dell’uomo. Provare a fermarsi ed osservarlo è un’esperienza favolosa. E’ capace di darvi milioni di messaggi con una velocità incredibile. Lo guardo e capisco quanto la signora tecnologia sia indietro e non riesca mai a sostituirsi all’uomo. Il nostro cervello è un viaggio che mai nella nostra vita riusciremo ad esplorare totalmente. Li ho osservati leggere il giornale, allacciarvi le stringhe, far fare la cacca al cane. Ho sorriso mentre correvate con i vostri figli, amoreggiavate, vi ho visto correre, spiato baciare, ho origliato i vostri segreti. Mi sono fermato. Ho bloccato il tempo, il mondo, lo spazio. Sono entrato in una nuova dimensione. Il luogo dell’anima. Ho ascoltato il mio respiro e ho visto il mondo sotto un nuovo aspetto. Davanti ai miei occhi sono passati giovani amanti, spietati assassini, disperati consumatori di felicità finte e non li ho giudicati, anzi li ho compresi.
Uhhhhhhhhh, che mai ho osato dire!!!! Compresi.
Al solo utilizzo di questa parola, alcuni di voi saranno rimasti scandalizzati! Beh, ma comprendere, dice il vocabolario della lingua italiana significa:
“avere la sensibilità di percepire e valutare le motivazioni che provocano un certo contegno, una certa azione altrui così da aprir l’animo all’indulgenza”
ohhhhh, ma questo indica dover essere umano, ascoltare senza porre un pregiudizio.
Così nel mio star fermo entrò nel mio campo visivo un uomo. Era una mattina, il sole era appena sorto e sulle rive del lago si avvicinò un uomo coperto da un cappotto, un cappello di lana in testa; camminava lentamente. Lo sguardo verso l’orizzonte.
Si fermò al mio fianco. Si accese una sigaretta senza dire una parola. Nel suo sguardo trapelava un’emozione, chiara precisa, lil sorriso della passione. Passarono i minuti di silenzio necessari per consumare una sigaretta. Senza fretta e nemmeno troppa calma! La sigaretta non era importante. Era importante gustare il pensiero in quella bolla di fumo grigio che andava a confondersi alla nebbia del lago. Grigia compatta invalicabile ma molto fragile. Nella nebbia potevano esserci milioni di pensieri, se solo fossimo in grado di leggerli. Nella nebbia le spiegazione di milioni di azioni dell’uomo.
Finì la sigaretta, con un gesto deciso lanciò il mozzicone rimasto nel lago. Osservai il volo e pensai alle risposte, alle tante risposte. Non riuscii a staccare gli occhi da quel mozzicone che galleggiava sulle acque fredde del lago, forse a dirmi non me ne vado, non affondo, se riesci a salvarmi io salvero te, ti darò le risposte.
Mentre io osservavo, l’uomo si girò, e disse:
“sono sposato, ho due figli, sono felice, ma ho un’amante! Non lo so il perché. So che è successo, non l’avevo pensato ne programmato. Un giorno l’ho vista e ci siamo innamorati, o meglio abbiamo iniziato ad amarci. In silenzio, di nascosto. Non so se è giusto ne se è sbagliato. Chi può giudicare. So solo che ridiamo con un nuovo gusto, che ci illuminiamo ogni volta che i nostri occhi si incrociano. Non so nemmeno perché le dico ciò. Non mi giudichi, avevo solo bisogno di dirlo! Una voce nel silenzio di questa mattina. Mi iricordi così. Arrivederci.
Non ho detto nulla, non l’ho guardato. Ho continuato ad osservare il mozzicone di sigaretta. Ero fermo in una bolla di emozioni. Ciò che sono riuscito a pensare è che è difficile vivere prendendo decisioni. Chi siamo per poter giudicare, quando non conosciamo che una minima parte del nostro io.
Un io che può portarci a fare qualsiasi cosa. Tutto è nelle nostre capacità. E’ solo nascosto. E quando uscirà fuori saremo in grado di controllarlo? Così ho scritto storie di amanti, di anime, di assassini, di quello che l’uomo può andare a fare perché fa parte della sua natura. L’ho scritto per far pensare per farci mettere in prima linea guardando questa stranan realtà che ogni giorno ci regala cose che non concepiamo.
E la mia storia parte da un uomo e una donna, che si conoscono, si respirano, che si amano. Ma non possono o non devono.


L’amore non sono mai riuscito a definirlo. L’arte è amore, la vita è amore, tutto quello che ci circonda è amore, ma cos’è ancora non lo so.
E’ un’emozione… ma se così fosse sarebbe infiinita.
E l’emozione non puoi giudicarla. Siamo anima ricoperta di organi ossa e carne. Tutto passa, tutto ti sorpassa. Cadi ti rialzi, ti ferisci si rimargina, sbagli ti puoi correggere. Ma l’emozione non ci lascia andare. Ti prende e ti stringe nella sua morsa. Non possiamo evitarla. ci resta addosso e quando meno ce l’aspettiamo eccola pronta a saltar fuori. Ci lega alle persone e quando le ha portate dentro noi, qualsiasi cosa accade non possiamo evitarla del tutto.
Se ci feriscono, se ci fanno male, se ci fanno sognare, se ci fanno gridare, se ci fanno vivere rimarranno sempre con noi e non le lasceremo più. Abbiamo bisogno delle emozioni e Dio sia ringraziato per questo.

E allora ecco che quest’uomo e questa donna si amano. Vivono un’emozione. Un’emozione che avevano anche con le loro famiglie. Ma una società di corsa, di successi, di obblighi , di bugie legali, di giochi assurdi ha offuscato.
Eppure… eppure basterebbe rallentare, creare spazi propri per riscoprirla e allora, forse non si ricercherebbe altrove l’emozione che hanno dentro casa. Ma loro lo hanno fatto ed io non li giudico. Lascio che l’emozione li travolga.


Che cosa strana l’emozione. Li ha travolti come un temporale estivo, li ha sollevati in cielo come piume spinte dal vento leggere e felici, poi li ha fatti cadere, li ha fatti soffrire, gli ha fatto provare il dolore un ematoma interno che è difficile da vedere ma si sente, c’è e fa male.
Passerà il tempo, scorreranno le nuvole in cielo, saranno molti i tramonti, e l’emozione non li lascerà. Si trasformerà nel sorriso amaro chiamato ricordo.

Lasciamo per una volta che la vita segua il corso del suo fiume. Il fiume non chiede permesso. Scorre, scava la terra, la sposta ogni giorno. Ma ogni giorno ritrova il suo equilibrio di sempre.
La natura lo riesce a fare quotidianamente e noi siamo parte della natura, parte integrante. Non siamo padroni della natura, insieme a lei camminiamo. E se lei ce la fa, anche noi, allora, possiamo farcela in silenzio, senza porre giudizi e senza giudicarci.

LETTURA DIDASCALICA DI UN GIORNALE

SILENZIO SILENZIO SILENZIO SILENZIO


Io posso uccidere. Ora posso tirare fuori una rivoltella e sparare. O spararmi. Posso non controllare più me stesso.
Io non sono un assassino ma lo posso diventare.
“ciò che è psichicamente doloroso e che rompe l’equilibrio mentale è vivere superfiicialmente. Se ci impegnamo parzialmente in questo processo di analisi e di messa a nudo, cioè se conserviamo la nostra maschera menzognera, finiamo con l’assistere ad un conflitto tra la nostra maschera e noi stessi. Ma se questo processo di conoscenza di noi stessi viene portato a termine fino ai suoi estremi limiti, possiamo con piena consapevolezza rimettere la maschera tutti i giorni, sapendo esattamente e cosa serve e cosa nasconde”
noi possiamo essre tutto quello che vogliamo e questo è fantastico. Però abbiamo paura di scoprirlo e allora diventiamo pericolosi. Evocare, conoscere, smascherare ci può proteggere. Quando so cosa posso diventare posso controllarmi.
E allora tutto diventa difficile, tutto ci spaventa e se ci spaventa sopraggiunge il terrore. E’ meglio evitare di pensare… meglio nascondiamo il pensiero
Tanto a me non può capitare.
L’umo invincibile.
Immortale impenetrabile inavvicinabile perfetto.
Fino a prova contraria.
Ed ecco la prova contraria della nostra immortalità della nostra integrità. Ci viene raccontata dai giornali, dalle televisioni
Persone comuni che un giorno si svegliano e commettono quello che mai avrebbero immaginato ne pensato.

Commettono un’emozione
Una emozione che è dentro di noi
Una emozione che il pudico ci chiede di non conoscere
Un’emozione che da fastidio, ma se è vero che siamo liberi anche questo vive in noi
Fa paura, paura
Basterebbe conoscersi, scoprirsi senza la paura di soffrire. Solo con la consapevolezza di ciò che siamo possiamo controllare e decidere
Solo quando l’anima parla al cervello, il cervello al cuore il cuore all’anima solo quando si unisce questo triangolo ci fermiamo a riflettere
Solo quando ci sentiamo fragili saremo gli uomini più forti al mondo


L’anima il corpo due persone che vivono in noi. Divisi ma uniti

E un giorno l’anima si ribellala si stacca esce fuori e vuole parlarci pretende di parlarci
Saremo pronti ad ascoltarla. Saremo in grado di aspettarla attenti?
L’anima ribalta tutte le tue certezze, tutti i tuoi punti fermi, quei paletti imposti per vivere in questo mondo

E poi solo silenzio un silenzio carico di una consapevolezza. L’anima c’è e rimane con noi
Io non posso vivere senza lei e lei senza me
Per quanto si auna lotto infinita, c’è e ci sarà sempre l’amore che ci lega, ci tiene uniti per sempre, a noi stessi e agli altri.

Amore?
Tutto ritorna, tutto rievoca. Ma ancora non mi è dato saperlo

E’ talmente grande, infinito che racchiuderlo sarebbe stupido
L’amore, un litigio, la scoperta di se stessi, apprezzare chi siamo, l’amore è un legame, un continuo donare, è essere aperti all’ignoto e vivere

• Perché
• Perché
• Perché così?
• Perché così… è quello che ti sto chiedendo da un po’ di tempo
• A me non serve cambiare
• Non ti sto cambiando, ti sto osservando. Osservo e scrivo. Scrivo ciò che osservo per ciò ti chiedo perché così
• Non lo so perché non voglio gus
• Chi è gus
• È quello che rompre che fa un sacco di domande inutili, che mi distrae dal mio lavoro.
• Io ho scritto solo di te, non di gus; ho scritto di una persona che non distingue più la sua carne dalla sua anima
• .
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• .
• .nascondi gus nella mia anima o moriremo io gus e te
• c’è solo un modo per farlo! Un solo modo per evitare di aascoltarlo per lo meno per un po’ di tempo… perché tornerà, devi saperlo, tornerà o sì, si torna sempre! Un solo modo per furlo Ben! Ma devi essere pronto
• nascondi gus nella mia anima o moriremo entrambi e tu con noi
• c’è solo un modo ti senti pronto
• dimmi qual è
• devi ucciderlo, annientare quella parte di te. Ma devi sapere che non sarà per sempre e comunque anche se lo farai, in un certo senso morirai anche tu! Te la senti
• SILENZIO………………………………..farà male!?!?
• Fa sempre male SILENZIO…………
• SCENA ELENA E CINZIA
• E ora?!?!? Mi lasci sanguinare, non sai andare avanti? Rispondimi
• Ti riconosci?
• Ma chi? Dove? Sei quello che scrivi
• Sei quello che scrivo; ora Ben ti riconosci
• Io so benissimo chi sono e cosa sono qui a fare è questo ciò che serve
• Allora capirai che sono un fotografo
• Tu scrivi la mia vita
• Esatto
• Quando stavi bene
• Quando sapevo cosa fare
• Adesso sai cosa fare, devi vivere
• No adesso ho paura
• Devi aiutarmi a finire la storia
• No devo continuare il mio lavoro devo uccidere
• La tua anima ti morde
• Mi rovina per la tua assurda penna
• L’ho nascosto non c’è più hai scoperto la grande verita quando è dentro di noi, è una voce silenziosa che provoca più dolore
• Io non voglio l’anima io sono solo ben
• No tu sei un essere umano
• Fa male
• Non è colpa mia è la tua natura
• Non la voglio non mi interessa